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Non molto tempo fa le abilità di base necessarie per la riparazione e la ristrutturazione come il cucito, la maglieria, la lavorazione del legno e la lavorazione dei metalli, venivano insegnate nelle scuole.

Chiunque abbia più di 40 anni sa utilizzare queste abilità nella vita quotidiana, e può usarle per  creare e cucire i propri vestiti, adattarli e modificarli, ripararli, sostituire un bottone o fare un orlo con le proprie mani.
La moda non deve essere sempre ideata e prodotta dai grandi marchi

Le giovani generazioni di oggi hanno quasi perso queste conoscenze.
Un recente studio pubblicato nel Regno Unito, ha evidenziato che un quarto degli intervistati ha dichiarato di non essere in grado di ricucire un bottone o riparare una cucitura.

La designer e fondatrice di “Fashion Revolution” Orsola Castro spiega il  perché: “a causa dell’onnipresenza del fast fashion un’intera generazione ha perso queste capacità“. Negli anni ’80, i seguaci della scena post-punk esprimevano ancora la propria individualità progettando e adattando i propri vestiti. Al giorno d’oggi, ci sono versioni prefabbricate di questo “look da strada” che fa tendenza in ogni negozio di moda.

Photo by Anna Dziubinska on Unsplash

 

Consumismo: un circolo vizioso

È difficile sfuggire al circolo vizioso che è stato messo in moto dalla moderna società dei consumi. Prima di tutto, i prodotti a basso costo hanno reso inutile il concetto del riuso e della riparazione. Inoltre, abbiamo perso il rispetto per le cose e le conoscenze necessarie per farle durare più tempo possibile.

Infine, non abbiamo alcun freno ad acquistare un grande numero di nuovi prodotti, che utilizziamo per periodi sempre più brevi. Questa cultura usa e getta è ora evidente nel fenomeno della “fast fashion” e in molti altri prodotti di uso quotidiano come l’elettronica, l’interior design, i giocattoli e gli articoli per la casa.

Il consumismo sta uccidendo il nostro pianeta: il riscaldamento globale, l’utilizzo eccessivo di energia fossile, la distruzione degli habitat e dei paesaggi naturalistici e, con questi, il sostentamento delle persone e dei popoli. Non è solo la natura a pagarne il prezzo, ma i milioni di persone sfruttate che lavorano in condizioni spesso pericolose per la loro vita.

Photo by Dominik Scythe on Unsplash

Costruiamo il cambiamento, condividendo!

Le persone che lavorano in laboratori di cucito e riparazione, comunità fai-da-te, giardini urbani e fab-lab di tutto il mondo stanno dimostrando che in tantissime persone nasce e cresce il  desiderio di creare qualcosa con le proprie mani. E che è più facile farlo se riusciamo a condividere le risorse, i materiali e gli strumenti adatti negli spazi comuni.

Chiunque abbia realizzato da solo, almeno una volta nella vita, un tavolo o un letto ci penserà due volte prima di acquistare un fragile e leggero imballaggio da un negozio di mobili svedese.

Chiunque abbia provato un maglione fatto con lana vera sarà in grado di evitare golf e maglioni fatti con poliestere. E tutti quelli che hanno piantato dei cesti di lattuga nel loro giardino, che li hanno curati e difesi contro le lumache, saranno riluttanti a buttare via il cibo, perché sanno benissimo quanto possa essere difficile farli crescere.

Se hai fatto qualcosa con le tue mani, comprerai più consapevolmente la prossima volta, che si tratti di cibo, moda o telefoni cellulari. La tua esperienza nella creazione di qualcosa di originale ti porterà a riflettere sui tuoi modelli di consumo e avrai maggiori probabilità di trovare un modo per riparare, prenderti cura e condividere con gli altri i tuoi beni prima di buttarli via. È essenziale condividere questa cultura nelle nostre comunità e creare spazi in cui le competenze, le conoscenze e le esperienze vengono presentate come una parte essenziale della nostra vita urbana.

Come creare utilizzando la tecnologia

Non stiamo sostenendo un ritorno a un periodo precedente alla tecnologia moderna in cui produrre tutto da soli. Non sarebbe fattibile!
Ma il movimento globale di makers che stiamo costruendo, dimostra che il fai-da-te, internet e le ultime tecnologie fanno parte dello stesso movimento.
Le moderne tecnologie ci permettono di avere accesso ad un sacco di tutorial, conoscenze ed esperienze che si possono adesso condividere ampiamente con le comunità di tutto il mondo. Ci sono community online, come Shareable e Instructables, che ci forniscono linee guida facili da seguire su come creare e condividere le cose.

Queste comunità offline e online sono piattaforme dal valore inestimabile per acquisire e condividere conoscenze e competenze: lottano contro l’abbandono dell’artigianato e del fai-da-te e mandano all’aria i capisaldi della società usa e getta.

La Makers Revolution è appena cominciata!
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